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Terapia
(tratto da: "I pugni nel muro")

La terapia è principalmente sinonimo di medicine antidepressive psicotrope e ansiolitici, prescritte dal medico, e dallo psichiatra.

Le usano un po' tutti i compagni che, per un motivo o l'altro , non dormono né di giorno né di notte, i tossicodipendenti e chiunque altro stia attraversando un "periodo no" , ma anche chi ha problemi di pressione arteriosa e non si deve agitare, per prevenire ictus e trombosi, e da ultimo chi ha scompensi e patologie particolari.

Ci sono boccette e pastiglie di tutti i tipi e proprietà; sappiamo che in tutti i carceri le somministrano a mano larga, per chi ne ha veramente un bisogno clinico, ma anche per prevenire atti di autolesionismo.

E' sicuramente una "droga" , anche per chi soffre solamente dei problemi circolatori, perché alla fine per un motivo o per l'altro non ne può fare più a meno.
Naturalmente, si muore anche di terapia nel carcere.
Durante l'estate del 2000 abbiamo fatto un conteggio del consumo di queste boccette , da cui risultò che sono state usate 400 boccettine in undici giorni:

calcolando le altre infermerie dei reparti e il centro clinico, fa un totale di 135 bottigliette al giorno, che per un anno diventano 49.275.

Pensando agli altri carceri, sono tonnellate di terapie pesanti che il carcere richiede per forza.
Questo va avanti da anni ed andrà avanti finchè non si troverà una soluzione per chi è malato e per chi non riesce a sopportare il carcere e il suo insieme di problemi che con questo gli si appiccicano addosso inevitabilmente.

La terapia è per me come una lobotomizzazione.

Nel carcere si entra rovinati
Si vive molto male
Si esce consumati.