da
Liberazione; intervista a Giuliano Pisapia, di Angela Mauro
Roma,
3 ottobre 2007
Cofferati
che a Bologna se la prende con il questore Cirillo accusandolo di
non aver impedito lo "street-rave" non autorizzato di
Cofferati che poi alza la voce con Amato, chiedendo poteri di polizia
per i sindaci.
E il ministro degli Interni che, da parte sua, si appresta a presentare
in consiglio dei ministri (il 12 ottobre prossimo) un piano sulla
sicurezza con il quale si affida ai prefetti il potere di espellere
chi viola la sicurezza pubblica.
Il rischio è che "pian piano si scivoli verso uno stato
di polizia", lancia lallarme Giuliano Pisapia (nella
foto a fianco) per denunciare la tendenza, che sembra prevalere
tra i maggiorenti del Piddì, a non salvaguardare quella "divisione
dei poteri" che sta alla base di ogni democrazia.
Concentrare
poteri nelle mani dei sindaci, come chiede il primo cittadino di
Bologna, denota una mancanza di rispetto per le "competenze
e professionalità" delle forze di polizia e di quei
questori che, come Cirillo, "evitano tensioni e scontri che
sarebbero nocivi per la sicurezza pubblica".
In questo, spiega il giurista, Cofferati mostra una "logica
egocentrica".
Dallaltro lato, assegnare poteri di espulsione ai prefetti
denota "fondati profili di incostituzionalità"
e significa non tener conto del fatto che la legge attuale già
prevede diversi meccanismi di espulsione.
Se a tutto questo si aggiunge lattacco di Amato ai giudici
che hanno scarcerato lex br Piancone, riarrestato ieri in
una rapina a Siena, il quadro che viene fuori è quello di
un "abisso" in cui si è consapevolmente cacciato
un centrosinistra che quando era allopposizione faceva "battaglia
comune contro la Bossi-Fini".
Lattacco del ministro degli Interni ai magistrati è
"lultima dimostrazione di chi parla più per colpire
lopinione pubblica che per risolvere i problemi", dice
Pisapia.
Ma
perché il centrosinistra ha intrapreso questa via?
Evidentemente
si ritiene che si andrà alle elezioni anticipate e si pensa
di battere la destra lanciando questo tipo di messaggi allopinione
pubblica.
Un calcolo sbagliato perché il piano Amato risulterà
inefficace e la delusione degli elettori aumenterà.
È già successo con il pacchetto sulla sicurezza approvato
dal governo di centrosinistra nel 2001 (Amato premier, Fassino
alla Giustizia, Enzo Bianco al Viminale, ndr.), con lopposizione
del Prc.
È risultato inefficace, tanto che gli stessi problemi si
ripresentano oggi.
Ma dico: il centrosinistra ha dimenticato quella lezione?
Errare è umano, ma perseverare è diabolico.
Partiamo
dallultimo caso di cronaca, quello dellarresto di Piancone
e dellattacco di Amato contro i giudici che lo hanno scarcerato.
Perché tanta veemenza?
Si
parla per colpire lopinione pubblica e non per risolvere i
problemi.
La realtà è che bisogna considerare che ogni decisione
giudiziaria può comportare dei rischi.
Limportante è che il beneficio sia stato concesso sulla
base di quanto previsto dalla legge.
Così come è importante ricordare che meno dello 0.8
per cento delle persone che hanno usufruito dei benefici dellordinamento
penitenziario non ha commesso ulteriori reati. Il che significa
che oltre 500mila persone che negli ultimi dieci anni hanno usufruito
di tali benefici si sono reinserite completamente nella società,
mentre se non ci fosse stata la legge Gozzini probabilmente sarebbero
tornate a delinquere. Non si possono accusare né i giudici,
né la legge per un singolo fatto che purtroppo è fisiologico
ma che, qualora determinasse un ulteriore inasprimento dellordinamento
penitenziario, non determinerebbe la diminuzione dei reati ma il
loro aumento.
Amato dimentica di essere al governo da quasi due anni: anziché
sbraitare di fronte a fatti gravi ma numericamente limitati, dovrebbe
riflettere su quanto ha fatto il governo per creare le condizioni
affinché fatti del genere non accadano. Mi riferisco allaumento
degli organici degli educatori, assistenti sociali e magistrati
di sorveglianza.
In questo senso il governo Prodi non ha fatto nulla.
Ora
sembra che voglia fare molto in materia di sicurezza, con tutto
un pacchetto che Amato presenterà in consiglio. Che ne pensi?
Si
propongono nuovi strumenti di espulsione dimenticando che la legge
attualmente in vigore prevede lespulsione da parte del giudice
previa condanna, lespulsione per motivi di sicurezza, quella
valida come sanzione sostitutiva alla detenzione e quella amministrativa
da parte del ministro per chi abbia recato danno allordine
pubblico dello Stato. Inoltre, la legge prevede già lespulsione
amministrativa da parte del prefetto.
Si dimentica poi lincapacità del ministro di provvedere
alle espulsioni già decise.
Non basta: si dimentica la battaglia di tutto il centrosinistra,
nella scorsa legislatura, contro la Bossi-Fini e contro la scelta
di affidare al giudice di pace le espulsioni, sottraendole così
alla competenza della magistratura ordinaria.
Assegnare
maggiori poteri ai prefetti è una scelta che definiresti
fascista?
Presenta
fondati profili di incostituzionalità.
La logica che sottende il pacchetto Amato va contro il buon senso
e, non si può dimenticarlo, anche contro il programma dellUnione.
Affidare ai prefetti il potere di espellere chi nuoce alla sicurezza
pubblica significa anche rischiare di mandare in giro per il mondo
un individuo potenzialmente pericoloso.
Invece su di lui andrebbero fatti accertamenti e, qualora risultasse
appartenente a gruppi vietati dalla legge oppure intento a organizzare
un attentato, si dovrebbe procedere con lapplicazione delle
norme esistenti e con tutte le garanzie giudiziarie.
Oltretutto, lo stesso concetto di sicurezza pubblica è generico,
non ha precedenti giurisprudenziali, è un bene giuridico
indistinto.
Il rischio è di dar luogo a provvedimenti arbitrari: un domani
un prefetto potrebbe anche espellere chi partecipa ad una manifestazione
non autorizzata.
Un
centrosinistra che copia dalla destra, dunque.
Quale può essere la ricetta della sinistra?
Maggiore
prevenzione e controllo del territorio, in consonanza con la cittadinanza,
per garantire il suo "senso" di sicurezza, e utilizzando
le 20mila unità delle forze dellordine attualmente
impiegate in ufficio.
E poi, anziché proporre nuove norme, si pensi a modificare
la Bossi-Fini nel senso previsto dal programma dellUnione,
cioè garantendo un maggiore inserimento, insieme alle politiche
di prevenzione e repressione con una certezza della pena non necessariamente
detentiva. Invece si è scelto di procedere per proclami.
Si ragiona su temi così delicati non sulla base di dati oggettivi,
ma lanciando messaggi demagogici nel timore di essere scavalcati
dalla destra.
Ho appena letto una delle ultime affermazioni di Veltroni: "Essere
buoni con i buoni e cattivi con i cattivi".
Io direi: buoni con i buoni e severi con i cattivi nel rispetto
del principio di uguaglianza per non essere forti con i deboli e
deboli con i forti.
Aggiungo che è emblematico il caso di Treviso.
Dopo lomicidio dei due coniugi, barbaramente uccisi nellagosto
scorso, il ministero degli Interni ha inviato 50 investigatori in
zona grazie ai quali si è riusciti a individuare i colpevoli.
Ma dopo cosa è successo?
Anziché valorizzare il successo ottenuto contro la criminalità,
lo stesso giorno è iniziata la caccia ai lavavetri con tutte
le giuste polemiche che sono seguite.
È iniziata a Firenze ed è stata purtroppo sostenuta
da molti sindaci di centrosinistra.
Lha
sostenuta anche Cofferati che ora accusa il questore di Bologna
per non aver impedito la street-parade non autorizzata di
sabato scorso e chiede poteri di polizia per i sindaci.
Siamo alla deriva totale?
Quando
in fatto di sicurezza si pensa di cercare accordi con An, piuttosto
che con i propri alleati a sinistra, come fa Cofferati, non si tratta
più di deriva ma di un cambiamento genetico della cultura
che dovrebbe essere di sinistra.
Oggi i sindaci hanno già a disposizione molti strumenti di
carattere amministrativo per garantire la vivibilità in città.
Se gli si danno anche poteri di polizia, si scivola pian piano verso
uno stato di polizia.
Cofferati
sfiducia la polizia, Amato sfiducia i giudici.
Stessa logica?
Io
dico che la divisione dei poteri è fondamentale in democrazia:
ad ognuno, le proprie competenze e responsabilità.
Un sindaco che non apprezzi il questore che riesce ad evitare tensioni
e scontri, che metterebbero a rischio anche la sicurezza dei cittadini,
segue una logica egocentrica e pensa di essere lunico capace
di risolvere i problemi.
Questo è molto pericoloso.
È linizio di un abisso, spero non irreversibile.