carcere e dintorni
area di libero scambio
parole scelte
Da S. Vittore
Pianeta carcere
Le leggi
approfondimenti
Sondaggio
Forum
Evasioni celebri
Scaffale
Lettere
Interviste
Gli affetti
Il trattamento
Vivere dentro
Il lavoro
La libertà
Le donne
Gli stranieri
La salute
I dati
La comunicazione
percorso giuridico ed esperienze dall'arresto alla libertà
Scrittura
Poesie
I Quaderni del Due
Il Due Notizie
Le Magliette
Le Celle di Sisto
Il Glossario
Multimedia
Le Collaborazioni
Tesi di laurea
dal Beccaria
Indice
Intervista a Giacinto Siciliano, direttore di Opera
Alessandro Litta Modignani
Parla Mario Maccione (Bestie di Satana): 'Non esiste nessuna cupola di satanisti'
Michele Bisceglia
Roberto Maroni (Ministro dell'Interno): vogliamo tornare al 'rispetto delle regole'
22/05/08
Il nuovo Guardasigilli: 'Colpiamo i criminali e non i poveri ora dobbiamo aumentare le carceri'
Liana Milella
Sandalo: 'Perché tiro molotov alle moschee'
Stefano Zurlo
Io, l'infame di Bolzaneto
Giuseppe D'Avanzo
Intervista allo scrittore e insegnante Edoardo Albinati
David Frati
Parla Contrada: 'E adesso chiedetemi scusa'
Gianluigi Nuzzi
Ammazzarono mio padre, non un simbolo
Vincenzo Tessandori
Intervista a Carlo Giovanardi
Giacomo Galeazzi
Pisapia: rischiamo di scivolare verso 'stato di polizia'
Giuliano Pisapia
Il giudice: 'Pensare prima al recupero dei minori'
11/09/07
Forleo e De Magistris: Attenti a chi limita la libertà di stampa
Giacomo Amadori
Uccisione Filippo Raciti; parla A.S., il ragazzo accusato
05/07/07
Wiesel: è stato un errore. I nazisti dovrebbero morire dietro le sbarre
Alessandra Farkas
Poliziotto licenziato perché notato in abiti femminili
15/06/07
La via italiana per la gestione della sicurezza
Massimo Pavarini
Un tormento lungo 16 giorni, presa a botte dalle detenute
Anna Maria Liguori e Massimo Lugli
Un mondo a parte in bianco e nero
Grazia Lissi
Siamo trans, prima di tutto persone
Cristiana Grasso
Dopo la visita del Papa intervista alla direttrice di Casal del Marmo Maria Laura Grifoni
19/03/07
Olga D'Antona: perché Sofri all'iniziativa Ds?
Marzia Bonacci
Intervista a Pietro Maso: provo a salvare i ragazzi come me
06/02/07
Giustizia: intervista a tutto campo con il ministro Mastella
05/11/06
Renato Curcio: 'Il carcere senza diritti è un attacco alla democrazia'
13/11/06
Carceri: è possibile costruire un sistema più umano? Intervista a Francesco Maisto
Stefano Arduini
Brasile: voce di un ex-carcerato su Silvio Porto
Letizia Bartocci ed Erica Scalfi
Buoncamino. Il direttore: questo carcere non è un inferno
28/01/06
Avv. Raffaele Della Valle: «In Italia è più facile finire in galera prima che non dopo la sentenza»
Alessio Brunialti
Giancarlo Rognoni, ex detenuto di destra: 'Non c'è solo Sofri, troppi come lui in carcere'
Pier Carlo Batté
Giustizia: il Pm Nordio critico su inasprimento delle pene
14/12/05
Alessandro Margara: adesso è ora di ripensare il concetto di pena
Stefano Arduini
La direttrice: San Vittore è lo specchio della società
04/09/05
'Io, il prigioniero con il cappuccio mai più orrori come a Abu Ghraib'
Paola Coppola
Quando mi chiesero di uccidere Toni Negri
Anna Campaniello
don Spriano: 'Le carceri sono canili. Serve l’amnistia'
26/08/05
Botero: quando l'arte è testimonianza e denuncia
23/08/05
Maisto: si rischia di infondere senso di impunità
Mario Cagnetta
Intervista al sostituto Procuratore antimafia di Caltanisetta Francesco P. Giordano
Mariangela Di Stefano
Biondi: amnistia e indulto, o fra un anno avremo 80mila detenuti
Dimitri Buffa
Quella paura che spinge a uccidere
Iaia Vantaggiato
Attenti a Internet, ci cambia dentro
Francesca Tarissi
Marocco: intervista a uno dei due detenuti in sciopero della fame
13/05/05
Non si possono considerare i detenuti comunque 'redenti'
03/05/05
Erika: sogno un’altra famiglia, voglio ricostruirmi una vita normale
30/04/05
Senza cibo per l'amnistia
Anna Maria Merlo
Italia: voglio la verità sul mio sequestro
Ivan Compasso
Attenzione al rischio formattazione
Luigi Pagliaro
Palermo: io, sepolto vivo, dipingo per non morire…
28/02/05
Ma la mia riforma è giusta. Quirinale troppo severo
Liliana Milella
Mi ha rovinato l’ideologia, ma la droga è peggio...
Mario Tuti
Intervista a don Renato Rebuzzini
Roberta Barbi
Opg - Intervista a Peppe Dell'Acqua
27/01/04 Alessio Pellegrini
Intervista a Renato Vallanzasca. La vita che non ho vissuto
Stefano Arduini
Sofri: l’indultino? Una beffa, nelle carceri c’è solo disperazione
Adriano Sofri
Mambro e Mantovani a confronto
09/08/04
Intervista con l’ex europarlamentare Maurizio Turco sul 41 bis
10/08/04
Intervista a Giuliano Pisapia sulla proposta d'amnistia
Matteo Bartocci
Intervista a Roberto Castelli sui disordini di Regina Coeli
Liana Milella
Intervista a Luigi Pagano, ex direttore di San Vittore: «Un carcere civile non è un tormento»
Cinzia Polino
Intervista a Angiolo Marroni, garante dei detenuti della Regione Lazio
Irene Testa
Intervista a Luigi Manconi
Irene Testa
Intervista a Stefania Craxi
Irene Testa
Intervista a don Gino Rigoldi
03/10/03
Intervista ad Alessandro Margara
21/07/04
A colloquio con il Responsabile del Dipartimento nazionale per le Politiche antidroga del Governo
Luigi Pagliaro
Incontro con Luigi Morsello, direttore del carcere di Lodi
Ferruccio Pallavera
Il criminale? non esiste...
Nils Christie
Opg - Intervista a Peppe Dell'Acqua
Alessio Pellegrini
La storia di Papillon
07/06/04
Come uscire dalla droga: intervista al dottor Cocchini
Opinione libera
Volontaria da quasi 40 anni: una esperienza che mi ha arricchito
Opinione libera
Una cattedra in carcere
Luigi Vaccari
Alle recluse leggo Tolstoj
Luigi Vaccari
Rimini: Lavorare a fianco dei detenuti/migranti
20/04/04
Andreoli: fragili legami
11/04/04
Nella testa del mostro: tutti i perché di un serial killer
17/05/04
Dalla parte della vittima ma anche del colpevole
Emilia Patruno
Conversazione con Massimo Carlotto, scrittore noir italiano
06/04/04
Castelli: nuove misure nelle carceri
31/03/04
Intervista a Paul Ricoeur
Antonio Gargano
Roberto Castelli: il lavoro, un investimento sul futuro
27/02/04
Non come macchine
Guido Conti
Stilista per caso
Stefania Rossini
Una chiacchierata con la direttrice dell'Istituto Beccaria Stefania Ciavattini
Redazione
Il Gruppo e il mondo
Redazione
Intervista a Elisabetta
Redazione
La galera del Professore
Redazione

Evasioni
Nella sezione evasioni ci sono anche :
Il sondaggio
I forum
Scaffale
Le lettere
Le interviste.
Interviste
Pisapia: rischiamo di scivolare verso 'stato di polizia'
Giuliano Pisapia

da Liberazione; intervista a Giuliano Pisapia, di Angela Mauro
Roma, 3 ottobre 2007

Cofferati che a Bologna se la prende con il questore Cirillo accusandolo di non aver impedito lo "street-rave" non autorizzato di Cofferati che poi alza la voce con Amato, chiedendo poteri di polizia per i sindaci.
E il ministro degli Interni che, da parte sua, si appresta a presentare in consiglio dei ministri (il 12 ottobre prossimo) un piano sulla sicurezza con il quale si affida ai prefetti il potere di espellere chi viola la sicurezza pubblica.
Il rischio è che "pian piano si scivoli verso uno stato di polizia", lancia l’allarme Giuliano Pisapia (nella foto a fianco) per denunciare la tendenza, che sembra prevalere tra i maggiorenti del Piddì, a non salvaguardare quella "divisione dei poteri" che sta alla base di ogni democrazia.

Concentrare poteri nelle mani dei sindaci, come chiede il primo cittadino di Bologna, denota una mancanza di rispetto per le "competenze e professionalità" delle forze di polizia e di quei questori che, come Cirillo, "evitano tensioni e scontri che sarebbero nocivi per la sicurezza pubblica".
In questo, spiega il giurista, Cofferati mostra una "logica egocentrica".
Dall’altro lato, assegnare poteri di espulsione ai prefetti denota "fondati profili di incostituzionalità" e significa non tener conto del fatto che la legge attuale già prevede diversi meccanismi di espulsione.
Se a tutto questo si aggiunge l’attacco di Amato ai giudici che hanno scarcerato l’ex br Piancone, riarrestato ieri in una rapina a Siena, il quadro che viene fuori è quello di un "abisso" in cui si è consapevolmente cacciato un centrosinistra che quando era all’opposizione faceva "battaglia comune contro la Bossi-Fini".
L’attacco del ministro degli Interni ai magistrati è "l’ultima dimostrazione di chi parla più per colpire l’opinione pubblica che per risolvere i problemi", dice Pisapia.

Ma perché il centrosinistra ha intrapreso questa via?

Evidentemente si ritiene che si andrà alle elezioni anticipate e si pensa di battere la destra lanciando questo tipo di messaggi all’opinione pubblica.
Un calcolo sbagliato perché il piano Amato risulterà inefficace e la delusione degli elettori aumenterà.
È già successo con il pacchetto sulla sicurezza approvato dal governo di centrosinistra nel 2001 (Amato premier, Fassino alla Giustizia, Enzo Bianco al Viminale, ndr.), con l’opposizione del Prc.
È risultato inefficace, tanto che gli stessi problemi si ripresentano oggi.
Ma dico: il centrosinistra ha dimenticato quella lezione?
Errare è umano, ma perseverare è diabolico.

Partiamo dall’ultimo caso di cronaca, quello dell’arresto di Piancone e dell’attacco di Amato contro i giudici che lo hanno scarcerato.
Perché tanta veemenza?

Si parla per colpire l’opinione pubblica e non per risolvere i problemi.
La realtà è che bisogna considerare che ogni decisione giudiziaria può comportare dei rischi.
L’importante è che il beneficio sia stato concesso sulla base di quanto previsto dalla legge.
Così come è importante ricordare che meno dello 0.8 per cento delle persone che hanno usufruito dei benefici dell’ordinamento penitenziario non ha commesso ulteriori reati. Il che significa che oltre 500mila persone che negli ultimi dieci anni hanno usufruito di tali benefici si sono reinserite completamente nella società, mentre se non ci fosse stata la legge Gozzini probabilmente sarebbero tornate a delinquere. Non si possono accusare né i giudici, né la legge per un singolo fatto che purtroppo è fisiologico ma che, qualora determinasse un ulteriore inasprimento dell’ordinamento penitenziario, non determinerebbe la diminuzione dei reati ma il loro aumento.
Amato dimentica di essere al governo da quasi due anni: anziché sbraitare di fronte a fatti gravi ma numericamente limitati, dovrebbe riflettere su quanto ha fatto il governo per creare le condizioni affinché fatti del genere non accadano. Mi riferisco all’aumento degli organici degli educatori, assistenti sociali e magistrati di sorveglianza.
In questo senso il governo Prodi non ha fatto nulla.

Ora sembra che voglia fare molto in materia di sicurezza, con tutto un pacchetto che Amato presenterà in consiglio. Che ne pensi?

Si propongono nuovi strumenti di espulsione dimenticando che la legge attualmente in vigore prevede l’espulsione da parte del giudice previa condanna, l’espulsione per motivi di sicurezza, quella valida come sanzione sostitutiva alla detenzione e quella amministrativa da parte del ministro per chi abbia recato danno all’ordine pubblico dello Stato. Inoltre, la legge prevede già l’espulsione amministrativa da parte del prefetto.
Si dimentica poi l’incapacità del ministro di provvedere alle espulsioni già decise.
Non basta: si dimentica la battaglia di tutto il centrosinistra, nella scorsa legislatura, contro la Bossi-Fini e contro la scelta di affidare al giudice di pace le espulsioni, sottraendole così alla competenza della magistratura ordinaria.

Assegnare maggiori poteri ai prefetti è una scelta che definiresti fascista?

Presenta fondati profili di incostituzionalità.
La logica che sottende il pacchetto Amato va contro il buon senso e, non si può dimenticarlo, anche contro il programma dell’Unione.
Affidare ai prefetti il potere di espellere chi nuoce alla sicurezza pubblica significa anche rischiare di mandare in giro per il mondo un individuo potenzialmente pericoloso.
Invece su di lui andrebbero fatti accertamenti e, qualora risultasse appartenente a gruppi vietati dalla legge oppure intento a organizzare un attentato, si dovrebbe procedere con l’applicazione delle norme esistenti e con tutte le garanzie giudiziarie.
Oltretutto, lo stesso concetto di sicurezza pubblica è generico, non ha precedenti giurisprudenziali, è un bene giuridico indistinto.
Il rischio è di dar luogo a provvedimenti arbitrari: un domani un prefetto potrebbe anche espellere chi partecipa ad una manifestazione non autorizzata.

Un centrosinistra che copia dalla destra, dunque.
Quale può essere la ricetta della sinistra?

Maggiore prevenzione e controllo del territorio, in consonanza con la cittadinanza, per garantire il suo "senso" di sicurezza, e utilizzando le 20mila unità delle forze dell’ordine attualmente impiegate in ufficio.
E poi, anziché proporre nuove norme, si pensi a modificare la Bossi-Fini nel senso previsto dal programma dell’Unione, cioè garantendo un maggiore inserimento, insieme alle politiche di prevenzione e repressione con una certezza della pena non necessariamente detentiva. Invece si è scelto di procedere per proclami.
Si ragiona su temi così delicati non sulla base di dati oggettivi, ma lanciando messaggi demagogici nel timore di essere scavalcati dalla destra.
Ho appena letto una delle ultime affermazioni di Veltroni: "Essere buoni con i buoni e cattivi con i cattivi".
Io direi: buoni con i buoni e severi con i cattivi nel rispetto del principio di uguaglianza per non essere forti con i deboli e deboli con i forti.
Aggiungo che è emblematico il caso di Treviso.
Dopo l’omicidio dei due coniugi, barbaramente uccisi nell’agosto scorso, il ministero degli Interni ha inviato 50 investigatori in zona grazie ai quali si è riusciti a individuare i colpevoli.
Ma dopo cosa è successo?
Anziché valorizzare il successo ottenuto contro la criminalità, lo stesso giorno è iniziata la caccia ai lavavetri con tutte le giuste polemiche che sono seguite.
È iniziata a Firenze ed è stata purtroppo sostenuta da molti sindaci di centrosinistra.

L’ha sostenuta anche Cofferati che ora accusa il questore di Bologna per non aver impedito la street-parade non autorizzata di sabato scorso e chiede poteri di polizia per i sindaci.
Siamo alla deriva totale?

Quando in fatto di sicurezza si pensa di cercare accordi con An, piuttosto che con i propri alleati a sinistra, come fa Cofferati, non si tratta più di deriva ma di un cambiamento genetico della cultura che dovrebbe essere di sinistra.
Oggi i sindaci hanno già a disposizione molti strumenti di carattere amministrativo per garantire la vivibilità in città.
Se gli si danno anche poteri di polizia, si scivola pian piano verso uno stato di polizia.

Cofferati sfiducia la polizia, Amato sfiducia i giudici.
Stessa logica?

Io dico che la divisione dei poteri è fondamentale in democrazia: ad ognuno, le proprie competenze e responsabilità.
Un sindaco che non apprezzi il questore che riesce ad evitare tensioni e scontri, che metterebbero a rischio anche la sicurezza dei cittadini, segue una logica egocentrica e pensa di essere l’unico capace di risolvere i problemi.
Questo è molto pericoloso.
È l’inizio di un abisso, spero non irreversibile.