T-shirt e borse: i messaggi di pace dei detenuti
INSIEME PER GLI ALTRI
Ghezzi Marta
La pace e il carcere potrebbero sembrare argomenti lontani.
Non è così. Chi è dentro dice «la pace è un
ideale comune, non è prerogativa di chi è libero».
Dentro, però, è più difficile trovare forme per comunicare
il proprio dissenso alla guerra. Prendiamo il caso delle bandiere.
I volontari raccontano che molti detenuti le hanno appese, ma le finestre danno
sul cortile interno e quindi non le vede nessuno.
Bisogna ingegnarsi.
Il tempo per pensare non manca e così nascono le idee.
Due.
La prima, la più recente.
Una maglietta bianca con la scritta «...ma se persino i delinquenti
sono per la pace».
La si compra dal sito del netmagazine Ildue (www.ildue.it): 5 taglie, dalla
XS alla XL, 13 euro più le spese di spedizione, senza margine di guadagno,
sottolineano.
Se ne volete più di due, allora l' indirizzo da digitare è www.madeinjail.com,
che è il sito del carcere minorile di Casal del Marmo, dove si producono
magliette.
I detenuti fanno sapere che le T-shirt sono in vendita solo fino al primo bombardamento.
Poi si vedrà.
La seconda iniziativa ha un inizio più lontano, l' idea è di
fine ottobre, in netto anticipo sui balconi cittadini.
Si tratta di una serie di borse, la tracollina, la shopping bag, lo zainetto
e la borsa tipo postino, in canapa chiara con inserti nei colori dell' arcobaleno.
Le hanno realizzate i detenuti della Ecolab, cooperativa sociale che produce
pelletteria.
Ci lavorano 25 persone: nel laboratorio in zona Bovisa e a San Vittore.
Sono loro, i soci-lavoratori, ad aver avviato l' attività finanziando,
un po' di tasca propria, un po' con soldi pubblici. Le loro borse, 3 euro 50
la più piccola, 8,75 lo zainetto, si acquistano in sede (via Candiani
71, tel. 02.39.32.53.92), via Internet ai siti www.viator.it o www.inter.it
( dal 15 marzo), alla Libreria di Brera e a breve anche nelle librerie Feltrinelli.
(Marta Ghezzi)