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GUARDIA GIURATA UCCISE RAPINATORE, PROSCIOLTO DOPO 10 ANNI - MILANO- 27/05/2008
Dieci anni e mezzo: questo č il tempo che č stato necessario a Pietro Sucameli, 33 anni, per ottenere il proscioglimento dall'accusa di omicidio per aver ucciso, il 25 settembre del 1998, un rapinatore che stava scappando dopo un colpo alla Banca Popolare di Milano a Redecesio di Segrate, nell'hinterland del capoluogo lombardo. «Il fatto non sussiste», ha deciso oggi il gup Micaela Curami ritenendo sussistente l'ipotesi della legittima difesa al termine di una vera e propria odissea giudiziaria che ha toccato tre giudici per l'udienza preliminare e un giudice di dibattimento, oltre alla Corte di Cassazione. Quel giorno, nel 1998, due giovani rapinatori erano entrati in banca. La tipica rapina col taglierino. Fuori li aspettavano in auto altri tre complici. Fuggendo, i due si erano imbattuti nella guardia giurata dell'Ivri, Pietro Sucameli. Claudio De Rosa, uno dei due malviventi, aveva tentato di colpirlo con il taglierino e allora il vigilante aveva risposto con tre colpi di pistola, uno dei quali mortale. Per due volte il pm Bruna Albertini aveva chiesto l'archiviazione ma il gup Cesare Tacconi aveva disposto prima nuove indagini, poi aveva disposto l'imputazione coatta, qualificando il reato in omicidio per eccesso colposo in legittima difesa. Arrivato a dibattimento davanti a un giudice monocratico, alla fine dell'istruttoria il pm aveva riqualificato il reato in omicidio volontario sulla base di alcune testimonianze e di una perizia balistica. Con quell'ipotesi non poteva essere un magistrato monocratico a celebrare il processo, i cui atti sono stati nuovamente rinviati al gup, questa volta Antonio Corte. Che autonomamente, nel 2007 aveva nuovamente riqualificato il reato in omicidio per eccesso colposo di legittima difesa, reato ormai prescritto. Non poteva perņ farlo prevalendo sul giudice di dibattimento, come ha stabilito la Cassazione. Ecco che a dieci anni e mezzo dal fatto il procedimento č approdato davanti al gup Curami che ha deciso per il proscioglimento. Prosciolti dunque anche i responsabili civili, Ivri e Banca Popolare di Milano, assistita dall'avvocato Enrico Giarda.