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DROGA: 22 ARRESTI, IN MANETTE NOTO CAMORRISTA DA LA REPUBBLICA - BARI- 25/09/2008
Un'organizzazione criminale operante nelle province di Bari, Napoli e Roma, dedita al traffico di sostanze stupefacenti, di armi, e allo sfruttamento della prostituzione è stata scoperta da militari della Guardia di finanza di Bari che, a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno arrestato 22 persone e sequestrato beni per oltre tre milioni di euro. Tra gli arrestati c'è anche un personaggio di "primo piano" della Camorra: si tratta di Sebastiano Gallo, detto "manomozza". Secondo gli inquirenti c'era un patto di ferro tra clan pugliesi e napoletani: i primi facevano arrivare cocaina dalla Colombia, i secondi importavano le armi dall'est, soprattutto mitragliette che servivano agli uomini di Secondigliano per la guerra in corso contro le atltre famiglie campane. Le ragazze che importavano la droga, anche un chilo nascosto in ovuli ingeriti, venivamo poi avviate alla prostituzione e restavano al massimo sei mesi in Italia. L'operazione, chiamata 'Carlito's way', è stata ordinata dal gip del tribunale di Bari Jolanda Carrieri. I provvedimenti d'arresto sono a carico di due colombiani, e di indagati residenti a Bari e in provincia, e a Napoli. Secondo l'accusa, la banda aveva la propria base operativa a Putignano e da lì era in grado di rifornire armi e droga a diverse organizzazioni criminali operanti in Puglia e in Campania. Durante le indagini i militari hanno sequestrato oltre 56 chili di sostanza stupefacente ed alcune autovetture dotate di doppiofondo, utilizzate per il trasporto della droga. Inoltre, è stato individuato e denunciato alla magistratura napoletana il presunto autore di un tentativo di omicidio, avvenuto a Napoli la sera del 21 giugno 2005, ai danni di uno degli indagati. Nell'inchiesta è coinvolto anche un uomo, che si spacciava per militare della Guardia di finanza e chiedeva alla banda un compenso mensile in cambio di informazioni riservate, accusato di aver abusato sessualmente di alcune prostitute sfruttate dall'organizzazione. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati beni (mobili, immobili e quote societarie) per oltre tre milioni di euro intestati a prestanomi e ritenuti provento delle attività illecite dei presunti malavitosi.