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Temi - La comunicazione

Comunicare è vita
Ivano Longo

Da tre anni e mezzo sono un ospite del carcere di San Vittore e da più di un anno faccio parte del giornale online www.ildue.it.

Da quando sono stato prelevato dal fuori e portato in quest'altro mondo, ho sentito forte il bisogno di mantenere un contatto con quella che era la mia vita di prima; quell'evento che mi aveva scombussolato nel vero senso della parola.

Completamente isolato dal resto del mondo, volevo parlare, ascoltare, "toccare" il mondo che avevo lasciato alle mie spalle, e sinceramente non sapevo come fare, un senso di rifiuto da parte della società mi bloccava ulteriormente. Ma ad un certo punto quel bisogno è stato più forte d'ogni impedimento.

Tramite il corso di giornalismo promosso dal Dott. Emilio Pozzi vice Presidente vicario dell' A.F.G. (Associazione Formazione Giornalisti) e coordinatore alla formazione di approccio alle tecniche di giornalismo, sono giunto finalmente in "redazione".

Mi limiterò a dire che adoro scrivere, ma, non sapendolo fare nel migliore dei modi, decisi di seguire questo corso. Tramite poi un detenuto che frequentava il giornale da tempo, conobbi la d.ssa Emilia Patruno giornalista di Famiglia Cristiana, la quale mi spinse sempre più a scrivere; questa continua richiesta non fece altro che alimentare la mia voglia di crescere, di cercare e di imparare.

La mia collaborazione al giornale divenne più assidua, iniziai a cercare le notizie dai detenuti, dalle celle, dai reparti, mi interessavo di tutto e comunicavo con tutti.
Ho comunicato addirittura con una dottoressa che fa la volontaria nel Ruanda attraverso Internet (preciso che non abbiamo internet qui al carcere, ma tramite la dottoressa Patruno che ci porta le notizie dall'esterno ho avuto quest'enorme gioia).

Era bellissimo, finalmente mi sentivo utile e vivo anche in un posto come questo dove tutto "sembra morto".

Ma la comunicazione non si limitò solo a questo, poco dopo fui inserito in un altro gruppo, "il gruppo della trasgressione", Trasgressione.net che comprende detenuti e studenti dell'università la "Bicocca", con i quali affronto temi come la sfida, l'imperfezione, il male, l'imitazione ecc. Con loro ho scoperto un altro modo di comunicare, quello più profondo, più interiore anche con persone esterne alla mia realtà.

Sotto al guida del dott. Angelo Aparo psicologo del carcere ho seguitato a scrivere e a comunicare, tant'è che abbiamo partecipato a vari incontri con personaggi importanti, alcuni di noi hanno partecipato ad un convegno internazionale promosso dalla fondazione "Prada" sul tema della Sfida.

Tra poco avremo un incontro con Gianni Vattimo che insegna filosofia all'università di Torino, dove affronteremo temi come "il pensiero debole e le categorie ontologiche".
In tutta questa storia che vi ho raccontato ci sono io dentro, e non mi sembra vero di essere uno dei protagonisti; se non ci fosse stata la comunicazione sarei rimasto per tre anni e mezzo sdraiato sulla mia branda nella cella 322 del quarto raggio, e oggi non sarei cambiato.
Come - invece - sono.