da
Ansa
Roma, 18 maggio 2008
«I magistrati? Se sbagliano e sono colpevoli vengono promossi».
È quanto ritiene il presidente emerito Francesco Cossiga.
Nel corso di un'intervista che ha reso al giornalista e scrittore
Vittorio Pezzuto, autore del libro 'Applausi e sputi.
Le due vite di Enzo Tortora' e che è stata proiettata in
occasione del convegno, svoltosi, a Napoli, sul tema 'Giustizia
a che punto siamo. Una giornata per ricordare Enzo Tortora a 20
anni dalla morte', Cossiga fa, in merito, diversi esempi. Parte
da allora, dal caso Tortora e dai giudici Felice di Persia e Lucio
Di Pietro che «sono stati promossi con la mia opposizione.
A Lucio Di Pietro non gli rivolgevo la parola» e arriva al
gip Clementina Forleo «adesso è stata picchiata in
testa, è stata cacciata ma presto sarà promossa».
«Spero di vedere anche De Magistris - ha aggiunto - del resto
il nostro è un paese dove un partito è stato sciolto
per un inchiesta di un pubblico ministero».
Cossiga chiama in causa la legge Breganza, che abolì il merito
per la progressione in carriera, e se la prende con la Dc che «si
è ingraziata la magistratura».
«Io
insieme ad altri votai contro la legge - ha raccontato Cossiga -
fummo convocati e ci fu detto che saremo stati sospesi. Bisognava
fare tutto quello che chiedevano i magistrati altrimenti ci avrebbero
messo tutti in galera».
|